
Intervista a Rossella Benedetti, avvocata penalista dell’Ufficio legale di Differenza Donna e a Maria Teresa Algomeda Centeno, Responsabile Centro Colasanti-Lopez gestito da Differenza Donna
I dati Istat appena pubblicati ci dicono che nel 2024, il 50% delle vittime di violenza maschile sulle donne ha indicato il proprio partner come autore della violenza, il 21% ha indicato il suo ex partner, il 72,9% delle vittime non ha ancora denunciato la violenza che ha subito. I dati ufficiali del Viminale ci raccontano che 111 donne sono state uccise nel 2024 e una ricerca del 2014 dell’Istat già ci rivelava che in Italia 1/3 delle donne subisce una qualsiasi forma di violenza: sono 6.778.000 donne”. (Rossella Benedetti, avvocata penalista di Differenza Donna)
Il video racconta come la violenza di genere non sia solo un’emergenza da affrontare, ma una cultura da cambiare, grazie anche a progetti che promuovono la circolazione di dati, relazioni sane, rispetto reciproco e consapevolezza emotiva, perché la prevenzione nasce dall’educazione, non dalla repressione.
Verranno affiancate le narrazioni di associazioni quali Differenza Donna, Donna e Politiche familiari, Arci Valle Susa e Collegno e White Dove, con l’intervista della giovane Valentina Garbati che ci ricorda come le cicatrici possano divenire medaglie e la parola “vittima” possa lasciare spazio nel tempo a una nuova espressione e autopercezione di sé “momentanea inconsapevole del proprio valore”.
L’Otto per Mille della Chiesa Valdese ogni anno finanzia progetti per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere, con una percentuale nel 2024 del 7,6%, per costruire una società più equa, libera dalla violenza, domani.