Donne Migranti

Donne Migranti

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Donne migranti, richiedenti asilo e rifugiate

 

Lo stato delle cose riguardo le donne migranti

Le donne costituiscono oltre il 50% della popolazione in spostamento da un paese all’altro nel mondo e sono le principali artefici del cambiamento sociale e politico della società di provenienza e delle società di destinazione: migrano per necessità economica o per calamità naturali, fuggono da guerre e/o da persecuzioni e stigmatizzazioni sessiste, ma sempre portano con sé nel viaggio la forza che deriva dal desiderio di cambiare la propria vita. 

Intorno al desiderio di cambiamento e alle risorse individuali e le potenzialità di ciascuna donna migrante sono strutturate le azioni dell’Associazione Differenza Donna, che ha sviluppato negli anni un modello di supporto e accoglienza capace di rispondere alle specifiche esigenze alla luce della complessità derivante dal progetto migratorio, più o meno forzato, di ciascuna, tenendo conto che la condizione di migrante, richiedente asilo e rifugiata e le implicazioni giuridiche di tali status costituiscono fattori di vulnerabilità a molteplici forme di violenze, compresa quella istituzionale.

Differenza Donna accoglie e ospita donne straniere che arrivano in Italia per ricongiungimento familiare o per lavoro; sono donne a volte vittime di atroci violenze nel paese di origine (MGF, stupri e matrimoni forzati, violenza domestica, stupri di guerra), nel percorso migratorio (stupri e sfruttamento sessuale) e nel nostro paese (violenza domestica, acidificazione, sfruttamento della prostituzione, sfruttamento lavorativo e riduzione in schiavitù) e hanno bisogno di essere accompagnate in un lungo percorso che presuppone la ricostruzione di un’identità psicofisica. 

Gli ostacoli che incontrano sul territorio italiano investono diversi ambiti: sanitario, burocratico, sociale, lavorativo, genitoriale. 

Le azioni implementate dall’Associazione Differenza Donna si concentrano sulla promozione e tutela della salute attraverso invii mirati e accessi a specifiche cure mediche; mediazione culturale; alfabetizzazione e formazione, a partire dall’apprendimento della lingua italiana; orientamento sui diritti e orientamento al lavoro valorizzando le competenze e attitudini di ciascuna. 

La maggior parte delle donne straniere vive come un incubo il problema dei documenti, pertanto viene attivato un percorso ad hoc per la regolarizzazione dello status amministrativo, assicurando una completa informazione sulla normativa vigente, attivando le azioni necessarie per il rilascio di titolo di soggiorno autonomo da quello del coniuge straniero o cittadino italiano ovvero del permesso di soggiorno ex art. 18 bis g.lgs 286/1998 per vittime di violenza domestica introdotto dalla legge 119/2013. 

Viene, inoltre, garantita la tutela antidiscriminatoria. Lo status di migrante costituisce uno dei fattori di emarginazione delle donne straniere. Si attivano, pertanto strumenti giuridici internazionali e nazionali per prevenire le conseguenze dannose delle discriminazioni che colpiscono le donne straniere in quanto tali, sia nelle relazioni private sia nella dimensione pubblica, sotto il profilo dell’accesso ai servizi e alle risorse.

La tratta internazionale delle donne a fini di sfruttamento sessuale

L’associazione Differenza Donna è impegnata sin dagli anni 90 nell’elaborazione di specifiche forme di accoglienza dedicate alle donne coinvolte nella tratta di esseri umani e nella promozione di azioni di sensibilizzazione e formazione delle autorità sul tema.

L’associazione Differenza Donna è iscritta nel registro degli enti attuatori del programma unico di emersione della tratta, ha sostenuto centinaia di donne nella fuoriuscita dalla condizione di sfruttamento sessuale e nei percorsi sociali e giudiziari, partecipando attivamente anche in sede processuale attraverso la costituzione di parte civile dinanzi alle Corti d’assise che insieme al delitto di sfruttamento della prostituzione e tratta, hanno accertato anche la condizione di riduzione in schiavitù delle donne sul territorio italiano.

L’Associazione  ha contribuito, inoltre, alla sensibilizzazione delle autorità sulla vulnerabilità delle richiedenti asilo alle reti criminali impegnate nella tratta internazionale e nello sfruttamento sessuale, promuovendo una collaborazione formalizzata prima nel sistema di referral dinanzi alle Commissioni territoriali e poi nel protocollo di cooperazione siglato con la sezione XVIII del Tribunale di Roma per il riconoscimento delle vittime di tratta tra le richiedenti asilo che impugnano i provvedimenti di diniego delle Commissioni territoriali per la protezione internazionale.

Riconoscimento dello status di rifugiata per persecuzioni di genere

L’associazione Differenza Donna è la prima in Italia a promuovere il pieno riconoscimento alle donne dello status di rifugiata, sollecitando presso le autorità competenti un’interpretazione della Convenzione di Ginevra del 1951 comprensiva delle esperienze di persecuzione per motivi di genere.

L’azione di sensibilizzazione e assistenza legale specializzate ha consentito di ottenere provvedimenti storici che hanno riconosciuto lo status di rifugiata a donne albanesi, moldave, saudite, nigeriane, iraniane, marocchine e tunisine in fuga da violenza domestica, matrimoni forzati, mutilazioni genitali femminili e vittime di tratta di esseri umani.

Le operatrici e le avvocate stanno lavorando per il riconoscimento dello status di rifugiata per le donne che hanno subito specifiche forme di violenze di genere durante il percorso migratorio e violazioni dei diritti e libertà fondamentali a causa dell’inerzia delle autorità interne e di altri paesi europei. 

Stupri di guerra 

L’incontro con le donne migranti e richiedenti asilo in fuga da guerre e conflitti sanguinosi ha fatto sentire l’esigenza di dedicare attenzione e cura specifica durante l’accoglienza ai traumi conseguenti agli stupri perpetrati nei contesti di guerre e conflitti armati.

Grazie all’esperienza maturata da DD in quanto componente del Gruppo Genere Interventi e Processi di Pace in azioni di sensibilizzazione e advocacy per dare piena attuazione alle risoluzioni ONU su donne, pace e sicurezza e all’attività di studio e ricerca in materia delle sue socie (cfr. I.Boiano, Stupri di guerra e violenza di genere, Ediesse, Roma, 2015), DD assicura alle donne in fuga da aree di conflitto attività di supporto specifico avvalendosi di operatrici esperte in materia di trauma da tortura e trattamento inumano e degradante. Di concerto con il team di psicologhe l’ufficio legale conduce attività di documentazione volta a sostenere azioni di responsabilità dinanzi alle corti e agli organismi internazionale avvalendosi anche del lavoro di ricerca delle storiche e sociologhe di DD. 

Donne Rom, Sinti e Camminanti

Nelle comunità Rom dove l’identità sociale prevale su quella individuale, ogni singola scelta ha un valore per le famiglie e quindi per l’intera comunità.  Le comunità Rom, infatti, devono essere guardate come delle complesse reti costituite da individui e istituzioni sociali, dove a causa di un ambiente, che spesso giustifica e normalizza la violenza, le donne hanno difficoltà a riconoscerla come violazione dei proprio diritti. Nel tentativo di preservare i valori culturali, la comunità può spesso incoraggiare le donne a non interrompere una relazione violenta oppure a rimanere in silenzio. Dall’esperienza di DD sappiamo che la minaccia di isolamento e della perdita totale del proprio ruolo nella comunità, è visto come un deterrente, oltre che minaccia, per le donne che cercano rifugio e protezione all’esterno di quel sistema complesso di ruoli e istituzioni, che è la comunità di appartenenza. In questa ottica, le donne Rom, Sinti e Camminanti sono accolte e coinvolte nei progetti dell’associazione, tenendo conto degli stereotipi e pregiudizi e sostenute nella formazione, spesso negata, e nella ricerca lavorativa ostacolata da discriminazione diffusa.