Differenza Donna a Zagabria e Marsiglia: sorellanza e pratiche femministe nell’ambito del programma Erasmus+
Continuano le nostre esperienze di mobilità nell’ambito del programma Erasmus+!
Questa volta abbiamo scelto di volare a Zagabria, come meta del programma Erasmus+, guidate dal desiderio di tessere nuove reti e ampliare i confini della nostra pratica femminista.
Siamo riuscite a metterci in contatto e a incontrare ben tre diverse associazioni:
- Zenska soba, che promuove i diritti sessuali delle donne;
- B.a.b.e, che gestisce Case rifugio e promuove le pari opportunità in ogni ambito della vita sociale;
- il Centro per le donne vittime di guerra, fondato nel 1992 in risposta alla violenza di guerra contro le donne, e alle politiche misogine e nazionaliste.

Visitando i loro luoghi, ci siamo confrontate sui rispettivi contesti sociali, politici e culturali, approfondendo la conoscenza di una realtà molto diversa da quella del nostro contesto di riferimento. In Croazia, ad esempio, non esiste un Dipartimento per le Pari Opportunità e la questione relativa alla violenza di genere è gestita dal Ministero di “Giustizia sociale”.
Lì, le attiviste che abbiamo incontrato e con cui siamo entrate in relazione ci hanno riferito di affrontare grandi difficoltà nella gestione delle Case Rifugio e nel garantire percorsi di sostegno alle donne in uscita dalla violenza, soprattutto sul piano economico; riescono infatti a portare avanti questo lavoro solo grazie ai finanziamenti europei e a donazioni private. Ci hanno anche raccontato che il lavoro più difficile per loro è quello di sensibilizzare la società civile sulla violenza maschile contro le donne e sugli stereotipi, poiché in diverse occasioni sono state invitate a ridimensionare i contenuti proposti per evitare di “offendere gli uomini”.
Le protagoniste di questo viaggio, realizzato nell’ambito del programma Erasmus+, sono state Syria Ciano e Pia Venditto, Operatrici dei Centri Antiviolenza Leucosia di Salerno e Anna Borsa di Pontecagnano. Hanno incontrato donne forti, coraggiose e determinate, con le quali ci siamo subito riconosciute nella modalità di accoglienza, di stare in relazione tra donne e nel linguaggio utilizzato.
Ma non ci siamo fermate!
Grazie al programma Erasmus+, siamo state anche dieci giorni a Marsiglia per condividere saperi e dialogare con una realtà storica che combatte la violenza maschile contro le donne da oltre 50 anni.
Si tratta dell’Associazione e Centro Antiviolenza “Solidarité Femmes 13”, a cui siamo legate dalla sorellanza e dall’attivismo che alimentano quotidianamente il nostro impegno. L’incontro con le Operatrici francesi è stata una preziosa opportunità di confronto sulle nostre pratiche femministe di accoglienza, sostegno e ascolto delle donne nel loro percorso di fuoriuscita dalla violenza.
Abbiamo condiviso la potenza ma anche le criticità che caratterizzano il nostro lavoro, riconoscendone i limiti e i vincoli istituzionali e culturali con cui ci scontriamo sia in Italia sia in Francia.

La protagonista di questi dieci giorni di mobilità è stata Virginia Ciociola, Coordinatrice del Centro “Libere da Libere per”, per donne migranti e donne sopravvissute a tratta e sfruttamento sessuale richiedenti asilo. Virginia è tornata entusiasta dallo scambio internazionale e al suo ritorno ci ha restituito queste parole: “Solo grazie alla relazione tra donne e alla forza della sorellanza è possibile ampliare il proprio sguardo e rafforzare gli strumenti che ci permettono di sostenere la libertà e l’autodeterminazione di tutte le donne, al di là di ogni frontiera.”
Scopri i diari delle nostre mobilità Erasmus+ sul blog EPALE