Il Ddl Valditara sul consenso informato è una scelta ideologica e regressiva
”Con il voto definitivo del Senato, da oggi nelle scuole sarà necessario il consenso informato preventivo delle famiglie per la partecipazione di studenti e studentesse ad attività educative riguardanti sessualità, affettività, educazione alle differenze e al rispetto. Una scelta grave, ideologica e regressiva, che colpisce direttamente l’autonomia scolastica, la libertà educativa e il diritto delle nuove generazioni ad accedere a percorsi formativi fondamentali per la crescita personale e collettiva”.
”Questa norma si pone in netta contraddizione con la Convenzione di Istanbul, con le raccomandazioni dell’Oms e dell’Unesco, che indicano nell’educazione affettiva e sessuale uno strumento essenziale per prevenire violenza di genere, discriminazioni, bullismo, stereotipi. Il governo sceglie invece la strada del controllo, della censura preventiva e della delegittimazione del lavoro educativo di scuole, insegnanti, esperte ed esperti. Si alimenta deliberatamente una narrazione tossica che trasforma educazione consenso, rispetto e autodeterminazione in temi ”pericolosi” da sorvegliare, contribuendo a costruire paura e sospetto attorno a percorsi che dovrebbero essere garantiti a tutte e tutti”.
”Colpire l’educazione affettiva significa lasciare ragazze e ragazzi più soli, più esposti alla violenza, alla disinformazione e alla cultura patriarcale. Noi di Differenza Donna rivendichiamo e pretendiamo che la scuola debba essere uno spazio libero, laico, inclusivo e capace di educare al rispetto delle differenze, delle identità e delle relazioni di reciprocità. Non accetteremo che il diritto all’educazione venga subordinato a campagne ideologiche reazionarie. Continueremo a mobilitarci dentro e fuori le scuole affinché educazione sessuale affettiva diventino finalmente un diritto strutturale, accessibile e garantito, non un terreno di censura politica”.
Alessia D’Innocenzo, Responsabile dell’area Prevenzione di Differenza Donna