Autovalutazione del rischio

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SARA (Spousal Assault Risk Assessment)

SARA è la valutazione del rischio di recidiva nei casi di violenza interpersonale fra partner, dove la donna è vittima di violenza fisiche, psicologiche, verbali, economiche ma anche sessuali o vere e proprie persecuzioni, è un metodo  rivolto agli addetti ai lavori per individuare il rischio che il maltrattamento si ripeta.
Il metodo è stato portato in Italia da Differenza Donna attraverso un progetto DAPHNE.
Le varie figure professionali che hanno a che fare con  casi  di maltrattamento (magistrati, forze dell’ordine, assistenti sociali, medici, psicologhe/i, psichiatri/e, avvocati/e, operatrici dei centri antiviolenza, ma anche studiosi nel settore) possono beneficiare di questa procedura o meglio di questo metodo.
Si tratta di una metodica messa a punto in Canada da un gruppo di esperti per individuare se e quanto un uomo, che ha agito violenza nei confronti della propria partner (moglie, fidanzata, convivente) o ex-partner, è a rischio nel breve o nel lungo termine di usare nuovamente violenza.
Non si tratta di un test psicometrico, non bisogna cioè stabilire un punteggio della persona che si è resa responsabile della violenza, bensì valutare il caso e quindi la sua pericolosità in base a 10 fattori di rischio e 5 fattori di vulnerabilità della donna  che il valutatore deve prendere in considerazione, nel loro insieme, per poi stabilire se esiste il rischio di recidiva, e in che misura (basso, medio o elevato).
Si tratta di una valutazione soggettiva che però tiene conto di fattori oggettivi che numerose ricerche hanno visto essere correlati alla violenza domestica (intesa come violenza interpersonale fra due persone che hanno o avevano una relazione).
SARA è un protocollo contenente delle linee guida, che fungono come bussola per orientare nella valutazione in maniera  sistematizzata, sulla base di principi scientifici che permettono di valutare in proporzione migliore rispetto a una valutazione fatta casualmente senza criterio sistematico, se un caso è a rischio di recidiva, permettendo così una coerenza fra le decisioni delle varie  figure professionali che si occupano del caso.

Cosa si deve fare per valutare il rischio?
Individuare quali fattori vanno presi in considerazione. Quali informazioni sono quindi utili per prendere delle decisioni sul caso specifico (decisioni sia in ambito penale e/o civile). Dove raccogliere queste informazioni e come da parte di chi.
Uno dei problemi principali quando viene effettuata la valutazione del rischio è la mancanza di indicazioni sistematiche, standardizzate e utili da un punto di vista clinico e procedurale fondate su basi empiriche utili per raccogliere, ponderare i dati e le informazioni sul caso.
La valutazione del rischio attuata con il metodo SARA non vuole essere sostitutiva della normale prassi procedurale utilizzata nelle indagini; essa può invece costituire uno strumento utile ed efficace per aiutare nelle indagini e nelle decisioni in merito alle misure cautelari da adottare, dalla pena da infliggere, i provvedimenti di tutela della donna e dei suoi eventuali bambini.
Differenza Donna è orgogliosa di aver promosso il metodo SARA in Italia e di averlo reso procedura sistematica all’interno delle Scuole Agenti Allievi della Polizia di Stato e di aver formato su questa procedura oltre 3000 operatori fra Polizia di Stato, Carabinieri, Polizie municipali.

ISA (Increasing Self Awareness)

Essere riuscite a mettere a punto uno strumento che consenta a qualsiasi donna che ha subito violenza di autovalutare il rischio che la violenza si ripeta e divenga  sempre più aggressiva e pericolosa, in una escalation che può portare anche alla morte, è uno dei successi delle ricercatrici  di Differenza Donna.
Si tratta di un progetto europeo che l’Associazione ha realizzato, tra il 2008 e il 2010,  come capofila con altri tre partner: Scozia, Portogallo, Paesi Bassi. L’obiettivo è aiutare tutte quelle donne che non hanno raggiunto un sufficiente  livello di consapevolezza della loro situazione. Sono animate dalla speranza che la loro condizione migliorerà, si autocolpevolizzano, ritengono che la pazienza e il silenzio siano un buon metodo, minimizzano.
Invece anni e anni di esperienza nei centri e numerose ricerche scientifiche dimostrano che dalla spirale della violenza da sole non si riesce ad uscire. Sono necessarie consapevolezza, scelte coraggiose, impegnative e figure competenti.
ISA (Increasing Self Awareness) è un modulo da compilare sulla base della propria situazione  per cogliere qual è il livello di pericolo che si sta correndo. Si ottiene un punteggio in base a quello che succede nella relazione violenta e di conseguenza è indicato cosa è opportuno fare. E’ rivolto a tutte quelle donne che ancora non hanno chiamato un centroantiviolenza, non hanno denunciato, forse non ne hanno mai parlato con alcuno.
Già oltre 1500 donne hanno compilato il questionario, molte di loro ci hanno contattato o hanno contattato uno dei centri della Rete Nazionale D.I.R.E per parlare della loro storia e pian piano prendere consapevolezza di quello che stanno subendo e venirne fuori.
Il questionario è a disposizione sul sito:

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